Numero 45 - 2021

Sommario

Quest'anno la storia militare viene onorata. Mentre un primo studio tenta di restituire lo stile di vita e l'identità dei soldati della guarnigione spagnola di Monaco, presenti tra il 1605 e il 1641 nell'ambito del protettorato spagnolo, un altro articolo racconta la carriera militare del principe Onorato III alla testa del reggimento di Monaco, nell'esercito francese, tra il 1739 e il 1749, durante la guerra di successione austriaca.

Opera importante nelle collezioni del Palazzo del principe, un ritratto di Giovanna Grimaldi Trivulce, sorella di Onorato II, datato all'inizio del secolo XVII e fino ad oggi attribuito al pittore provenzale Bernardin Mimault, è oggetto di una nuova attribuzione: Alfonso Pozzobonelli, pittore milanese.

La storia contemporanea è anche oggetto di diversi articoli. Le due medaglie coniate nell'officina monetaria del palazzo principesco alla fine del regno del principe Onorato V sono interpretate come specchio di sovranità, attraverso il riflesso di due eventi particolari: la visita del console di Francia e lo sviluppo, nel 1838, di un ponte sul Careï, a Mentone.

Il castello di Lichtenstein, nel Württemberg, ospita una ricca biblioteca francese di circa 3 500 volumi, gran parte dei quali provenienti dall'eredità che la principessa Florestine di Monaco fece di suo padre il principe Florestan I. Si trasferì in Germania nel 1863, a seguito del matrimonio compiuto tra questa sorella del principe Carlo III e Federico Guglielmo di Württemberg. Lo studio dei titoli di questa biblioteca permette di ricostruire parte dei gusti e della cultura letteraria dei Grimaldi di Monaco nel secolo XIX.

Mentre le commemorazioni del centenario della scomparsa del principe Alberto I si avvicinano nel 2022, un articolo torna sulle condizioni e il contesto della pubblicazione della prima edizione della sua opera principale: La carriera di un navigatore, scritta nel 1902. Questo studio fa seguito a un articolo, pubblicato nel 2020, concernente la scrittura di questi resoconti autobiografici sotto forma di articoli di riviste.

Come epilogo al tema della guarnigione spagnola a Monaco, il documento dell'anno ripercorre la sua espulsione dal Principato il 17 novembre 1641, da una fonte mai studiata, una testimonianza francese contemporanea, pubblicata solo un mese dopo l'evento.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - D’oro e di sangue. La guarniggione spagnola a Monaco (1602-1641)

Todas las cosas del mondo pasan presto su memoria sinon la fama i la gloria” [“Tutte le cose sono rapidamente dimenticate in questo mondo tranne fama e gloria”]. Questa strana iscrizione, incisa nel marzo del 1548, mescolando italiano, latino e spagnolo, figura su un’architrave del passaggio della Misericordia a Monaco-Ville. Rimane una delle rarissime testimonianze dell’eredità che la Spagna, protettore politico nel 1524 della signoria, poi principato di Monaco, gli lasciò. Fu solo nel 1605 che impose un presidio permanente sulla Rocca. In che modo questi soldati, che rimasero sul posto fino alla loro espulsione nel 1641, hanno “fatto i conti” con la popolazione locale? E quale accoglienza fu data loro dagli abitanti del borgo? I legami umani intrecciati tra “occupanti e occupati” sono stati forzati, senza vera connivenza? O sono stati stabiliti più durevolmente, tra uomini e donne riuniti per caso da questioni politiche che andavano oltre la loro vita quotidiana?
Questo articolo tenta di identificare questi soldati spagnoli, che si spostano dal rango di straniero a quello del vicino e, gradualmente, vengono percepiti in modo diverso da coloro che li hanno accolti. Solo lo studio di alcuni elementi che hanno permesso loro di integrarsi nella popolazione locale (matrimoni, padrinato, pratica della religione, transazioni e lavoro) e quello dei valori che condividevano con i civili come la povertà, linguaggio e solidarietà, solleveranno il velo su un carattere, discreto ma tutt’altro che insipido.

Testo in francese

D’oro e di sangue. La guarniggione spagnola a Monaco (1602-1641) - 2021

Olivia ANTONI
Sommario

Todas las cosas del mondo pasan presto su memoria sinon la fama i la gloria” [“Tutte le cose sono rapidamente dimenticate in questo mondo tranne fama e gloria”]. Questa strana iscrizione, incisa nel marzo del 1548, mescolando italiano, latino e spagnolo, figura su un’architrave del passaggio della Misericordia a Monaco-Ville. Rimane una delle rarissime testimonianze dell’eredità che la Spagna, protettore politico nel 1524 della signoria, poi principato di Monaco, gli lasciò. Fu solo nel 1605 che impose un presidio permanente sulla Rocca. In che modo questi soldati, che rimasero sul posto fino alla loro espulsione nel 1641, hanno “fatto i conti” con la popolazione locale? E quale accoglienza fu data loro dagli abitanti del borgo? I legami umani intrecciati tra “occupanti e occupati” sono stati forzati, senza vera connivenza? O sono stati stabiliti più durevolmente, tra uomini e donne riuniti per caso da questioni politiche che andavano oltre la loro vita quotidiana?
Questo articolo tenta di identificare questi soldati spagnoli, che si spostano dal rango di straniero a quello del vicino e, gradualmente, vengono percepiti in modo diverso da coloro che li hanno accolti. Solo lo studio di alcuni elementi che hanno permesso loro di integrarsi nella popolazione locale (matrimoni, padrinato, pratica della religione, transazioni e lavoro) e quello dei valori che condividevano con i civili come la povertà, linguaggio e solidarietà, solleveranno il velo su un carattere, discreto ma tutt’altro che insipido.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - A proposito del ritratto di Giovanna Grimaldi Trivulzia, sorella del principe Onorato II. Una nuova attribuzione al pittore milanese Alfonso Pozzob...

Lo studio indaga l’attribuzione del ritratto di Giovanna Grimaldi Trivulzio (Monaco, Palazzo del Principe) al pittore provenzale Bernardin Mimault (1609 - 1673), affermatasi nella letteratura artistica a partire dagli anni trenta del secolo scorso, senza il supporto di adeguati riscontri filologici. Messo a confronto con le poche opere note di Mimault - con l’aggiunta di un inedito del Monastero dei Francescani di Saorge (Dipartimento delle Alpi Marittime) - il ritratto di Giovanna sembra decisamente appartenere a diversa mano. Un’altra versione dell’effigie della nobildonna, ora in collezione privata milanese (di provenienza Trivulzio), benché decurtata, trova fortissime corrispondenze iconografiche e stilistiche col quadro monegasco, tanto da indurre a credere che appartenga allo stesso autore. Si è quindi indagata la possibilità che i due dipinti possano essere messi in relazione con alcune note di pagamenti dell’aprile-luglio 1620, versati al pittore milanese Alfonso Pozzobonelli (1592 - post 1620) e al di lui padre Giuliano per due ritratti di Giovanna, commissionati dalla famiglia Trivulzio (Giovanna, sorella del principe Onorato II, era andata sposa a Gian Teodoro Trivulzio, futuro principe e cardinale). Pare legittimo immaginare che le due versioni dello stesso ritratto siano state allogate ad Alfonso Pozzobonelli per essere l’una inviata a Monaco, l’altra trattenuta nel palazzo di porta Tosa, dimora milanese della coppia. La data del 1620, cui datano i documenti, è peraltro la stessa che troviamo indicata nell’iscrizione sul margine inferiore del quadro monegasco.
Il confronto con i pochi ritratti sicuramente ascrivibili ad Alfonso offre ulteriori riscontri a sostegno della nuova proposta attributiva. L’analisi di altri dati archivistici, comprensivi di alcune significative testimonianze biografiche, consente altresì di ricostruire le circostanze nelle quali i due dipinti furono commissionati, contribuendo più in generale a precisare la straordinaria personalità di Giovanna, formata dallo zio materno Federico Landi, principe di Valdetaro, per poter eventualmente reggere in prima persona le redini della signoria di Monaco. La morte – di “febbre acuta” - la colse giovanissima, nel novembre del 1620 (appena diede alla luce l’erede Ercole Teodoro), pochi mesi dopo essere stata immortalata nei due ritratti.

Testo in francese

A proposito del ritratto di Giovanna Grimaldi Trivulzia, sorella del principe Onorato II. Una nuova attribuzione al pittore milanese Alfonso Pozzobonelli - 2021

Tiziana ZENNARO
Sommario

Lo studio indaga l’attribuzione del ritratto di Giovanna Grimaldi Trivulzio (Monaco, Palazzo del Principe) al pittore provenzale Bernardin Mimault (1609 - 1673), affermatasi nella letteratura artistica a partire dagli anni trenta del secolo scorso, senza il supporto di adeguati riscontri filologici. Messo a confronto con le poche opere note di Mimault - con l’aggiunta di un inedito del Monastero dei Francescani di Saorge (Dipartimento delle Alpi Marittime) - il ritratto di Giovanna sembra decisamente appartenere a diversa mano. Un’altra versione dell’effigie della nobildonna, ora in collezione privata milanese (di provenienza Trivulzio), benché decurtata, trova fortissime corrispondenze iconografiche e stilistiche col quadro monegasco, tanto da indurre a credere che appartenga allo stesso autore. Si è quindi indagata la possibilità che i due dipinti possano essere messi in relazione con alcune note di pagamenti dell’aprile-luglio 1620, versati al pittore milanese Alfonso Pozzobonelli (1592 - post 1620) e al di lui padre Giuliano per due ritratti di Giovanna, commissionati dalla famiglia Trivulzio (Giovanna, sorella del principe Onorato II, era andata sposa a Gian Teodoro Trivulzio, futuro principe e cardinale). Pare legittimo immaginare che le due versioni dello stesso ritratto siano state allogate ad Alfonso Pozzobonelli per essere l’una inviata a Monaco, l’altra trattenuta nel palazzo di porta Tosa, dimora milanese della coppia. La data del 1620, cui datano i documenti, è peraltro la stessa che troviamo indicata nell’iscrizione sul margine inferiore del quadro monegasco.
Il confronto con i pochi ritratti sicuramente ascrivibili ad Alfonso offre ulteriori riscontri a sostegno della nuova proposta attributiva. L’analisi di altri dati archivistici, comprensivi di alcune significative testimonianze biografiche, consente altresì di ricostruire le circostanze nelle quali i due dipinti furono commissionati, contribuendo più in generale a precisare la straordinaria personalità di Giovanna, formata dallo zio materno Federico Landi, principe di Valdetaro, per poter eventualmente reggere in prima persona le redini della signoria di Monaco. La morte – di “febbre acuta” - la colse giovanissima, nel novembre del 1620 (appena diede alla luce l’erede Ercole Teodoro), pochi mesi dopo essere stata immortalata nei due ritratti.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - Il principe Onorato III, colonello del reggimento di Monaco (1739-1749). Una carriera militare dal campo di Compiègne alla fine della guerra di Suc...

Il principe Onorato III di Monaco (1720-1795) inizia la sua carriera militare nell’esercito francese, per conformarsi al modello del sovrano guerriero ereditato dal Grand Siècle, per voler del padre il duca di Valentinese. È moschettiere nel 1736, poi alfiere del reggimento del re fanteria e frequenta il sontuoso campo di Compiègne nel 1739, alla presenza del re Luigi XV. Nel 1740, infine, acquista, ricorrendo alle costituzioni reddituali, il reggimento Tallard fanteria che prende allora il nome di reggimento di Monaco. Il reggimento è caratterizzato da uno spirito di corpo del Delfinato, ma anche da un’uniforme dotato dal principe dal caratteristico colore viola. Tanti ufficiali hanno combattuto nelle guerre di Luiggi XV.
Onorato III participa col il suo regimento alle campagne della Guerra di Successione austriaca. È al campo di Dunkerque nel 1742, e prende parte al fallito tentativo di sbarcare in Inghilterra. Nel 1744, segue il maresciallo di Sassonia al campo di Courtai, poi, il principe di Conti in Germania nel 1745. Durante la battaglia di Rocoux, combattuta l’11 ottobre 1746, è lievemente ferito e salvato da un personaggio sconosciuto, il sergente Jean Vidal. Il 2 luglio 1747, durante la battaglia di Lawfeld, il reggimento di Monaco subisce pesanti perdite e Onorato III cerca di ripagerlo. Questa esperienza militare si revela fonte di affermazione e di apprentistato nella professione di principe.

Testo in francese

Il principe Onorato III, colonello del reggimento di Monaco (1739-1749). Una carriera militare dal campo di Compiègne alla fine della guerra di Successione austriaca - 2021

Paul BASTIER
Sommario

Il principe Onorato III di Monaco (1720-1795) inizia la sua carriera militare nell’esercito francese, per conformarsi al modello del sovrano guerriero ereditato dal Grand Siècle, per voler del padre il duca di Valentinese. È moschettiere nel 1736, poi alfiere del reggimento del re fanteria e frequenta il sontuoso campo di Compiègne nel 1739, alla presenza del re Luigi XV. Nel 1740, infine, acquista, ricorrendo alle costituzioni reddituali, il reggimento Tallard fanteria che prende allora il nome di reggimento di Monaco. Il reggimento è caratterizzato da uno spirito di corpo del Delfinato, ma anche da un’uniforme dotato dal principe dal caratteristico colore viola. Tanti ufficiali hanno combattuto nelle guerre di Luiggi XV.
Onorato III participa col il suo regimento alle campagne della Guerra di Successione austriaca. È al campo di Dunkerque nel 1742, e prende parte al fallito tentativo di sbarcare in Inghilterra. Nel 1744, segue il maresciallo di Sassonia al campo di Courtai, poi, il principe di Conti in Germania nel 1745. Durante la battaglia di Rocoux, combattuta l’11 ottobre 1746, è lievemente ferito e salvato da un personaggio sconosciuto, il sergente Jean Vidal. Il 2 luglio 1747, durante la battaglia di Lawfeld, il reggimento di Monaco subisce pesanti perdite e Onorato III cerca di ripagerlo. Questa esperienza militare si revela fonte di affermazione e di apprentistato nella professione di principe.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - La medaglia, figura di sovranità all’epoca romantica. Una storia metallica di Onorato V di Monaco

Il principe Onorato V di Monaco (1778–1841) è una personalità unica. Nel 1815, ristabilisce la sovranità della famiglia Grimaldi sul principato, sparita durante la Rivoluzione e l’Impero, e cerca per ogni mezzo di difenderla e di sviluppare l’economia monegasca, allora molto povera, grazie ad un approccio interventista ispirato dal dispotisme illuminato del secolo XVIII.
In un contesto di affimazione della sovranità, non sorprende nessuno che abbia approvato, alla fine del suo regno, un’ambiziosa emissione monetaria. Nonostante il suo fallimento, abbiamo ancora due medaglie coniate a margine di essa, presso l’officina monetaria del palazzo, nel 1838, una per la visita del console di Francia a Nizza (e Monaco), M. de Canclaux, l’altra per la costruzione di un moderno ponte sul Careï, a Mentone, garantendo la continuità del principato allora dieci volte più grande di quello odierno.

Testo in francese

La medaglia, figura di sovranità all’epoca romantica. Una storia metallica di Onorato V di Monaco - 2021

Laurent STÉFANINI
Sommario

Il principe Onorato V di Monaco (1778–1841) è una personalità unica. Nel 1815, ristabilisce la sovranità della famiglia Grimaldi sul principato, sparita durante la Rivoluzione e l’Impero, e cerca per ogni mezzo di difenderla e di sviluppare l’economia monegasca, allora molto povera, grazie ad un approccio interventista ispirato dal dispotisme illuminato del secolo XVIII.
In un contesto di affimazione della sovranità, non sorprende nessuno che abbia approvato, alla fine del suo regno, un’ambiziosa emissione monetaria. Nonostante il suo fallimento, abbiamo ancora due medaglie coniate a margine di essa, presso l’officina monetaria del palazzo, nel 1838, una per la visita del console di Francia a Nizza (e Monaco), M. de Canclaux, l’altra per la costruzione di un moderno ponte sul Careï, a Mentone, garantendo la continuità del principato allora dieci volte più grande di quello odierno.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - Le origini monegasche della biblioteca del castello del Lichtenstein in Germania

Questo articolo è dedicato alla biblioteca francese del castello di Lichtenstein in Germania, che comprende 1645 titoli, elencati in un catalogo di circa 3 500 volumi. Si descrive la biblioteca nel suo ambiente attuale, si prosegue scoprendo come è stata istituita e si analizzano le caratteristiche culturali. Questa biblioteca, perfettamente conservata in un luogo eccezionale, è in gran parte dovuta all’eredità che la principessa Florestine di Monaco ricevette da suo padre Florestan. Sembra che dopo essersi trasferita in Germania nel 1863, in seguito al suo matrimonio con il duca Guglielmo di Urach, la stessa Florestina abbia arricchito questa biblioteca. Vero modello delle biblioteche aristocratiche del suo tempo, per il numero delle sue opere, l’alta qualità delle rilegature e il vasto campo culturale che copre, è un monumento eccezionale della cultura francese in Germania.

Testo in francese

Le origini monegasche della biblioteca del castello del Lichtenstein in Germania - 2021

Yves GIRAUDON
Sommario

Questo articolo è dedicato alla biblioteca francese del castello di Lichtenstein in Germania, che comprende 1645 titoli, elencati in un catalogo di circa 3 500 volumi. Si descrive la biblioteca nel suo ambiente attuale, si prosegue scoprendo come è stata istituita e si analizzano le caratteristiche culturali. Questa biblioteca, perfettamente conservata in un luogo eccezionale, è in gran parte dovuta all’eredità che la principessa Florestine di Monaco ricevette da suo padre Florestan. Sembra che dopo essersi trasferita in Germania nel 1863, in seguito al suo matrimonio con il duca Guglielmo di Urach, la stessa Florestina abbia arricchito questa biblioteca. Vero modello delle biblioteche aristocratiche del suo tempo, per il numero delle sue opere, l’alta qualità delle rilegature e il vasto campo culturale che copre, è un monumento eccezionale della cultura francese in Germania.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - Il difficile avveniménto di un libro principesco. La prima edizione (1902) di La Carrière d'un navigateur, scritto da Alberto I di Monaco

Dal 1897, dopo la pubblicazione di articoli in varie riviste, per quasi quindici anni, di racconti salienti del suo viaggio maritimo, il principe Alberto I s’impegna nella preparazione del libro, annunciato quasi dall’inizio, che deve riunire tutti questi frammenti sotto il titolo La carrière d’un navigateur.
Questo articolo prova a ricostruire le condizioni in cui avvene la stampa della prima edizione di quest’opera. La gestazione del libro, con la casa Plon-Nourrit, si rivela lunga e difficile, visto il carattere perfezionista del principe, che intende conservare fino alla fine la padronanza delle correzioni e dell’impaginazione.
Dopo vari tentativi d’impressioni non soddisfacienti agli occhi del principe, il libro appare finalmente nell’autunno del 1902. Da ora in poi è l’oggetto di numerose e varie reazioni. Intanto, il principe, sta già iniziando una seconda edizione.

Testo in francese

Il difficile avveniménto di un libro principesco. La prima edizione (1902) di La Carrière d'un navigateur, scritto da Alberto I di Monaco - 2021

Jacqueline CARPINE-LANCRE
Sommario

Dal 1897, dopo la pubblicazione di articoli in varie riviste, per quasi quindici anni, di racconti salienti del suo viaggio maritimo, il principe Alberto I s’impegna nella preparazione del libro, annunciato quasi dall’inizio, che deve riunire tutti questi frammenti sotto il titolo La carrière d’un navigateur.
Questo articolo prova a ricostruire le condizioni in cui avvene la stampa della prima edizione di quest’opera. La gestazione del libro, con la casa Plon-Nourrit, si rivela lunga e difficile, visto il carattere perfezionista del principe, che intende conservare fino alla fine la padronanza delle correzioni e dell’impaginazione.
Dopo vari tentativi d’impressioni non soddisfacienti agli occhi del principe, il libro appare finalmente nell’autunno del 1902. Da ora in poi è l’oggetto di numerose e varie reazioni. Intanto, il principe, sta già iniziando una seconda edizione.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - Monaco, 17 novembre 1641. Il racconto francese dell’espusione della guarniggione spagnola

L’espulsione della guarnigione spagnola da Monaco il 17 novembre 1641 era stata finora studiata attraverso documenti italiani e monegaschi. La pubblicazione di una testimonianza francese, contemporanea pubblicata il 18 dicembre 1641, porta alcuni nuovi chiarimenti, e fornisce il punto di vista del « très chrétien » nel contesto dell’intesa franco-monegasca dopo il rovesciamento dell’alleanza del Principato.

Testo in francese

Monaco, 17 novembre 1641. Il racconto francese dell’espusione della guarniggione spagnola - 2021

Jean-Louis CHARLET
Sommario

L’espulsione della guarnigione spagnola da Monaco il 17 novembre 1641 era stata finora studiata attraverso documenti italiani e monegaschi. La pubblicazione di una testimonianza francese, contemporanea pubblicata il 18 dicembre 1641, porta alcuni nuovi chiarimenti, e fornisce il punto di vista del « très chrétien » nel contesto dell’intesa franco-monegasca dopo il rovesciamento dell’alleanza del Principato.

Testo in francese

Articolo della Numero 45 - 2021 - Chronique bibliographique

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Chronique bibliographique - 2021

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