Numero 43 - 2019

Sommario

La esposizione svoltasi in Estate 2019 negli Grandi appartamenti del Palazzo Principesco, dedicata al primo incontro, il 6 maggio 1955, dell’attrice americana Grace Kelly e del principe Ranieri III, organizzata dall’ Archivio del Palazzo del Principe e dall’Istituto Audiovisivo di Monaco, viene trascritta in un quaderno di una cinquantina di pagine, illustratissime.

L’epoca medioevale è evocata tramite un episodio particolare della storia di Monaco : la compravendita della signoria di Monaco al delfino di Francia, nel contesto degli intrighi espansionistichi dei suoi grandi vicini : Genova, la Savoia e Milano.

Amante dell’arte, il principe Onorato II ha considerevolmente arrichito le collezioni del Palazzo nel secolo XVII. Nell’ambito del programma di studio delle antiche collezioni principesche artistiche, iniziato qualche anno fà, i gusti di quel principe in fatto di pittura sono analizzati tramite la sua corrispondenza.

Un altro studio di storia dell’arte valuta attentamente l’uovo Fabergé che fà parte dalle collezioni principesche dal 1974, precisando la storia di quel capolavoro di gioielleria e di orologeria nonché la sua cronologia ufficiale rispetto a quella delle altre uova imperiali e degli uova che funzionano come pendola.

La storia contemporanea è onorata in tanti articoli : la storia del cimitero di Monaco, dalle sue origini nel 1868 fino ai nostri giorni, nel contesto dell’evoluzione delle mentalità e delle pratiche funerarie ; il ruolo del principe Alberto I nelle relazioni scientifiche tra i centri di ricerca sul litorale e i “fondi del mare” di Villafranca a Monaco alla fine del secolo XIX e all’inizio del secolo XX ; l’evocazione della vita di Robert W. Service, uno scrittore scozzese popolare nel mondo anglosassone, autore del romanzo The Poisoned Paradise. A Romance of Monte-Carlo,pubblicato nel 1922, che dipinge un ritratto immaginato della Monaco degli “Anni ruggenti” ; Claude de Kémoularia, consigliere del principe Ranieri III, assunse un ruolo importante nello svolgimento della crisi tra lo Stato monegasco e Aristotele Onassis ; documentato dall’ archivio personale del  consigliere, un articolo si sofferma su quell’ episodio e decifra gli ingranaggi del governo del principato negli anni ‘60.

The Poisoned Paradise. A Romance of Monte-Carlo. Robert William Service, uno scrittore scozzese a Monte-Carlo

Articolo della Numero 43 - 2019 - The Poisoned Paradise. A Romance of Monte-Carlo. Robert William Service, uno scrittore scozzese a Monte-Carlo

Il Principato di Monaco occupa un posto di rilievo nella vita e nelle opere dello scritore di origine scozzese Robert W. Service (1874-1958). Dopo essere diventato una celebrità nei paesi anglosassoni grazie ai suoi scritti sul Grande Nord e la prima guerra mondiale sul fronte della Somme, soggiorna a Monaco dove trova l’ispirazione per il suo romanzo The Poisoned Paradise. A Romance of Monte-Carlo (che si potrebbe tradurre: “Il paradiso avvelenato. Un romanzo di Monte-Carlo”), questo verrà pubblicato nel 1922. Si tratta di un’opera che appartiene alla letteratura popolare d’avventura, e conobbe un grande successo anche attraverso il suo adattamento cinematografico. Ma è sopratutto un documento interessante sulla Monaco delle “Anni ruggenti”.  Dopo la seconda guerra mondiale, Robert W. Service e la sua famiglia si stabiliscono definitivamente nel principato dove lui benificia, a suo dire, di condizioni ottimali per poter scrivere. I media, specialmente gli anglosassoni, continuarano a celebrarlo, in paticolare per il matrimonio principesco del 1956, che gli offrirà l’opportunità di avere relazioni privilegiate con Grace Kelly ed i suoi genitori.

Testo in francese 

The Poisoned Paradise. A Romance of Monte-Carlo. Robert William Service, un écrivain écossais à Monaco - 2019

Charlotte SERVICE-LONGEPE / Yves GIRAUDON
Sommario

The Poisoned Paradise. A Romance of Monte-Carlo

Robert William Service, uno scrittore scozzese a Monte-Carlo

Il Principato di Monaco occupa un posto di rilievo nella vita e nelle opere dello scritore di origine scozzese Robert W. Service (1874-1958). Dopo essere diventato una celebrità nei paesi anglosassoni grazie ai suoi scritti sul Grande Nord e la prima guerra mondiale sul fronte della Somme, soggiorna a Monaco dove trova l’ispirazione per il suo romanzo The Poisoned Paradise. A Romance of Monte-Carlo (che si potrebbe tradurre: “Il paradiso avvelenato. Un romanzo di Monte-Carlo”), questo verrà pubblicato nel 1922. Si tratta di un’opera che appartiene alla letteratura popolare d’avventura, e conobbe un grande successo anche attraverso il suo adattamento cinematografico. Ma è sopratutto un documento interessante sulla Monaco delle “Anni ruggenti”. Dopo la seconda guerra mondiale, Robert W. Service e la sua famiglia si stabiliscono definitivamente nel principato dove lui benificia, a suo dire, di condizioni ottimali per poter scrivere. I media, specialmente gli anglosassoni, continuarano a celebrarlo, in paticolare per il matrimonio principesco del 1956, che gli offrirà l’opportunità di avere relazioni privilegiate con Grace Kelly ed i suoi genitori.

Tempi e contrattempi della politica esterna di Giovani I Grimaldi. 1451: il futuro Luigi XI compra Monaco per 12 000 scudi d’oro

Articolo della Numero 43 - 2019 - Tempi e contrattempi della politica esterna di Giovani I Grimaldi. 1451: il futuro Luigi XI compra Monaco per 12 000 scudi d’oro

Giovanni I Grimaldi, signore di Monaco dal 1427 al 1454, dovette combattere in tutti questi anni contro gli scopi dei suoi grandi vicini – cioè la Repubblica di Genova, i duchi di Savoia e Milano –, desiderosi di conquistare Monaco, fortezza strategica tra Provenza ed Italia. Nonostante la determinazione che prese per preservare l’indipendenza della sua Roca, Giovanni finì per vendere, nella primavera del 1451, la sua signoria al Delfino Luigi, futuro re di Francia Luigi XI, mantenendo solo il governo del posto nel nome del Delfino. Così, totalmente ignorato, la bandiera delfinale sventolò per tre anni sulle torri dei due castelli di Monaco, fino alla morte di Giovanni ed all’inizio del regno di suo figlio Catalano. Finalmente la Roca di Monaco rimase nelle mani dei Grimaldi, il Delfino non avendo eseguito le clausole dell’atto di vendita ed avendo abbandonato i suoi progetti di politica estera italiana.

Testo in francese

Temps et contretemps de la politique extérieure de Jean Ier Grimaldi. 1451, le futur Louis XI achète Monaco pour 12 000 écus d’or - 2019

Inès IGIER-PASSET
Sommario

Tempi e contrattempi della politica esterna di Giovani I Grimaldi:

1451, il futuro Luigi XI compra Monaco per 12 000 scudi d’oro

Giovanni I Grimaldi, signore di Monaco dal 1427 al 1454, dovette combattere in tutti questi anni contro gli

scopi dei suoi grandi vicini – cioè la Repubblica di Genova, i duchi di Savoia e Milano –, desiderosi di conquistare Monaco, fortezza strategica tra Provenza ed Italia. Nonostante la determinazione che prese per preservare l’indipendenza della sua Roca, Giovanni finì per vendere, nella primavera del 1451, la sua signoria al Delfino Luigi, futuro re di Francia Luigi XI, mantenendo solo il governo del posto nel nome del Delfino. Così, totalmente ignorato, la bandiera delfinale sventolò per tre anni sulle torri dei due castelli di Monaco, fino alla morte di Giovanni ed all’inizio del regno di suo figlio Catalano. Finalmente la Roca di Monaco rimase nelle mani dei Grimaldi, il Delfino non avendo eseguito le clausole dell’atto di vendita ed avendo abbandonato i suoi progetti di politica estera italiana.

Due vedette erudite del Mediterraneo. Villefranche-sur-Mer e Monaco (1880-1914)

Articolo della Numero 43 - 2019 - Due vedette erudite del Mediterraneo. Villefranche-sur-Mer e Monaco (1880-1914)

Già nel 1876, Carl Vogt sostenne la creazione di un centro di ricerca a Villefranche-sur-Mer, per le sue particolarità faunistiche e topografiche del luogo. Durante gli anni 80 dell’Ottocento, furono intraprese diverse iniziative, ma causarono difficoltà tra i protagonisti: il francese Jules Barrois, lo svizzero Hermann Fol e il russo Alexis Korotneff. Quando il Principe Alberto I di Monaco trascorse diversi mesi nel Principato nel 1890, tutti questi personaggi cercarono di ottenere il suo aiuto.

La priorità del principe fu di continuare il suo lavoro oceanografico. Effettuò una quindicina di viaggi al largo di Monaco, a bordo dello yacht di Fol, l’Amphiaster. Poté quindi familiarizzare con l’uso di una nave a vapore. Gli apparati, in particolare le nasse e le reti di chiusura che progettò e / o migliorò e quelli che furono sviluppati da Fol, furono oggetto di studi comparativi, per la manovra e i risultati che consentirono di ottenere. Le relazioni del Principe con gli oceanografi di Villefranche-sur-Mer, prima e dopo la creazione del Museo Oceanografico, saranno limitate a relazioni di buon vicinato, scambi di animali e informazioni. Non daranno mai origine a un programma di ricerca congiunto.

Testo in francese

Deux vigies savantes au bord de la Méditerranée. Villefranche-sur-Mer et Monaco (1880-1914) - 2019

Jacqueline CARPINE-LANCRE
Sommario

Due vedette erudite del Mediterraneo: Villefranche-sur-Mer e Monaco (1880-1914)

Già nel 1876, Carl Vogt sostenne la creazione di un centro di ricerca a Villefranche-sur-Mer, per le sue

particolarità faunistiche e topografiche del luogo. Durante gli anni 80 dell’Ottocento, furono intraprese diverse

iniziative, ma causarono difficoltà tra i protagonisti: il francese Jules Barrois, lo svizzero Hermann Fol e il russo

Alexis Korotneff. Quando il Principe Alberto I di Monaco trascorse diversi mesi nel Principato nel 1890, tutti questi personaggi cercarono di ottenere il suo aiuto.

La priorità del principe fu di continuare il suo lavoro oceanografico. Effettuò una quindicina di viaggi al largo

di Monaco, a bordo dello yacht di Fol, l’Amphiaster. Poté quindi familiarizzare con l’uso di una nave a vapore. Gli apparati, in particolare le nasse e le reti di chiusura che progettò e / o migliorò e quelli che furono sviluppati da Fol, furono oggetto di studi comparativi, per la manovra e i risultati che consentirono di ottenere. Le relazioni del Principe con gli oceanografi di Villefranche-sur-Mer, prima e dopo la creazione del Museo Oceanografico, saranno limitate a relazioni di buon vicinato, scambi di animali e informazioni. Non daranno mai

origine a un programma di ricerca congiunto.

La morte a Monaco dopo la creazione di Monte-Carlo. Il cimitero delle Salines

Articolo della Numero 43 - 2019 - La morte a Monaco dopo la creazione di Monte-Carlo. Il cimitero delle Salines

Nel 1868, creato nel contesto dello sviluppo urbano legato all’espansione di Monte Carlo, il cimitero delle Salines doveva permettere di fare fronte ai nuovi bisogni generati dall’incremento della popolazione del Principato in questa seconda metà del XIX secolo. Doveva anche rispondere alle nuove esigenze sanitarie e sostituire i vecchi campi santi monegaschi di riposo, tra i quali quello della chiesa San Nicolà, il più importante di tutti. Diventato l’unico cimitero di Monaco, conobbe gli stessi problemi di spazio conosciuti tipici del Principato ed, a volte, dovettero utilizzare le stesse strategie di sviluppo. Ad ogni modo, aldilà dei problemi urbanistici, quel cimitero è, come altre necropoli della Riviera francese o italiana, un interessante esempio della cultura funeraria mediterranea.

Testo in francese

La mort à Monaco à l’époque contemporaine. Le cimetière des Salines - 2019

Béatrice BLANCHY
Sommario

La morte a Monaco dopo la creazione di Monte-Carlo : il cimitero delle Salines

Nel 1868, creato nel contesto dello sviluppo urbano legato all’espansione di Monte Carlo, il cimitero delle Salines doveva permettere di fare fronte ai nuovi bisogni generati dall’incremento della popolazione del Principato in questa seconda metà del XIX secolo. Doveva anche rispondere alle nuove esigenze sanitarie e sostituire i vecchi campi santi monegaschi di riposo, tra i quali quello della chiesa San Nicolà, il più importante di tutti. Diventato l’unico cimitero di Monaco, conobbe gli stessi problemi di spazio conosciuti tipici del Principato ed, a volte, dovettero utilizzare le stesse strategie di sviluppo. Ad ogni modo, aldilà dei problemi urbanistici, quel cimitero è, come altre necropoli della Riviera francese o italiana, un interessante esempio della cultura funeraria mediterranea.

Chronique bibliographique

Articolo della Numero 43 - 2019 - Chronique bibliographique

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Chronique bibliographique - 2019

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Consigliare il principe. Claude de Kémoularia al servizio di Ranieri III (1965-1967)

Articolo della Numero 43 - 2019 - Consigliare il principe. Claude de Kémoularia al servizio di Ranieri III (1965-1967)

La missione di Claude de Kémoularia, al servizio del principe Ranieri III di Monaco, dal 1965 al 1967, coincise col parossismo e l’esito della crisi tra il principe di Monaco e Aristotele Onassis. L’archivio personale di Kémoularia permette di evidenziare in dittaglio le trattative che hanno permesso l’uscita di Onassis dalla Société des Bains de mer (S.B.M.). La corrispondenza diretta di Kémoularia con il principe Raniero III aggiorna i metodi del governo del principato, qualche anno dopo la creazione della costituzione monegasca del 1962. Dimostra anche l’importanza per Monaco del sostegno francese, particolarmente nei settori bancari, contro Onassis.

Testo in francese 

Conseiller le prince. Claude de Kémoularia au service de Rainier III de Monaco (1965-1967) - 2019

Jean-Rémy BEZIAS
Sommario

Consigliare il principe : Claude de Kémoularia al servizio di Ranieri III (1965-1967)

La missione di Claude de Kémoularia, al servizio del principe Ranieri III di Monaco, dal 1965 al 1967, coincise col parossismo e l’esito della crisi tra il principe di Monaco e Aristotele Onassis. L’archivio personale di Kémoularia permette di evidenziare in dittaglio le trattative che hanno permesso l’uscita di Onassis dalla Société des Bains de mer (S.B.M.). La corrispondenza diretta di Kémoularia con il principe Raniero III aggiorna i metodi del governo del principato, qualche anno dopo la creazione della costituzione monegasca del 1962. Dimostra anche l’importanza per Monaco del sostegno francese, particolarmente nei settori bancari, contro Onassis.

Monaco, 6 maggio 1955. Storia di un incontro

Articolo della Numero 43 - 2019 - Monaco, 6 maggio 1955. Storia di un incontro

Progettata come un percorso fotografico con lo sguardo di uno storico e presentata nei Grandi Appartamenti principeschi dal 14 maggio al 15 ottobre 2019, organizzata dall’ Archivio del Palazzo e dall’Istituto audiovisivo di Monaco, questa mostra propone di ripercorrere i passi di Grace Kelly, nei luoghi stessi dove ha incontrato il Principe Ranieri, grazie al vestito che indossava in quella occasione, a degli oggetti personali, a delle lettere e testimonianze, a dei ritagli di giornali e di films. Tutta questa documentazione dimostra come quel servizio sul pomeriggio del 6 maggio 1955, a quel tempo passato inosservato, sia diventato un mito, con le sue memorie e leggende.

Testo in francese 

Exposition Monaco, 6 mai 1955. Histoire d’une rencontre - 2019

Thomas FOUILLERON / Vincent VATRICAN
Sommario

Conçue autour d’un parcours photographique avec un regard d’historien, cette exposition, présentée dans les Grands Appartements du Palais princier du 14 mai au 15 octobre 2019, organisée par les Archives du Palais et l’Institut audiovisuel de Monaco, se propose de revenir sur les pas de Grace Kelly, dans les lieux mêmes où elle a rencontré le prince Rainier, autour de la robe qu’elle portait à cette occasion, mais aussi d’objets personnels, de lettres, de témoignages, d’extraits de journaux et de films. La documentation réunie montre comment le reportage sur l’après-midi du 6 mai 1955, passé quasi inaperçu sur le moment, est devenu un mythe, avec ses mémoires et ses légendes.

L’uovo imperiale delle collezioni principesche di Monaco

Articolo della Numero 43 - 2019 - L’uovo imperiale delle collezioni principesche di Monaco

L’uovo di Monaco, un capolavoro di gioielleria della Maison Fabergé, è senza dubbio di origine imperiale. All’inizio venne datato al 1887. Ma fù in realtà presentato all’imperatrice Maria da Nicola II e la sua moglie Alessandra, in occasione delle festività pasquali del 1895, le prime passate senza suo marito, deceduto l’autunno precedente. Inaugura la serie di uova che il figlio offre a sua madre. Ad eccezione del III uovo imperiale, la cui sorpresa è un orologio che permette all’uova di funzionare come pendola, è il primo uovo pendolo imperiale ad essere stato offerto all’imperatrice Maria, che aveva la passione per i meccanismi complessi ed elaborati.

Testo in francese

L’œuf Fabergé impérial des collections princières de Monaco - 2019

Wilfried ZEISLER
Sommario

L’uovo imperiale delle collezioni principesche di Monaco

L’uovo di Monaco, un capolavoro di gioielleria della Maison Fabergé, è senza dubbio di origine imperiale. All’inizio venne datato al 1887. Ma fù in realtà presentato all’imperatrice Maria da Nicola II e la sua moglie Alessandra, in occasione delle festività pasquali del 1895, le prime passate senza suo marito, deceduto l’autunno precedente. Inaugura la serie di uova che il figlio offre a sua madre. Ad eccezione del III uovo imperiale, la cui sorpresa è un orologio che permette all’uova di funzionare come pendola, è il primo uovo pendolo imperiale ad essere stato offerto all’imperatrice Maria, che aveva la passione per i meccanismi complessi ed elaborati.

Quadri dell’anno 1630. Il collezionismo del principe di Monaco Onorato II nelle sue lettere

Articolo della Numero 43 - 2019 - Quadri dell’anno 1630. Il collezionismo del principe di Monaco Onorato II nelle sue lettere

Le lettere minute scritte dal principe di Monaco Onorato II a vari corrispondenti nell’anno 1630, raccolte in un volume conservato presso l’Archivio del Palazzo di Monaco, ci svelano la vivace attività collezionistica del sovrano, indirizzata principalmente verso i generi del paesaggio e della natura morta, di fattura prevalentemente fiamminga. I suoi interlocutori privilegiati sono Jan Roos e Cornelis de Wael, allora attivi a Genova, cui commissiona numerose opere, anche in occasione dei loro soggiorni monegaschi del novembre 1629 (de Wael) e del febbraio-marzo 1630 (Roos). Dalle lettere emerge anche l’apprezzamento del principe per due dei pittori più importanti in quegli anni a Genova, Domenico Fiasella e Luciano Borzone, che lavorarono per lui ripetutamente. Il suo orizzonte spazia ben oltre la Liguria, su Milano, Roma, Napoli, Firenze, le Fiandre e la Spagna. A Madrid commissiona i ritratti dei reali spagnoli; da Roma gli giunge il ritratto del cardinal Teodoro Trivulzio, suo cognato, e diversi quadri del napoletano Domenico Viola, allora attivo nell’ambiente dei Bamboccianti. Dalle sue parole si delinea un gusto ben definito, espresso in giudizi netti sulla qualità delle opere, e in richieste precise rivolte ai pittori, su soggetti, materiali, formati.

Testo in francese

Tableaux de l’année 1630. Les goûts picturaux du prince Honoré II de Monaco à travers sa correspondance - 2019

Tiziana ZENNARO
Sommario

Quadri dell’anno 1630. Il collezionismo del principe di Monaco Onorato II nelle sue lettere

Le lettere minute scritte dal principe di Monaco Onorato II a vari corrispondenti nell’anno 1630, raccolte in un

volume conservato presso l’Archivio del Palazzo di Monaco, ci svelano la vivace attività collezionistica del sovrano, indirizzata principalmente verso i generi del paesaggio e della natura morta, di fattura prevalentemente fiamminga. I suoi interlocutori privilegiati sono Jan Roos e Cornelis de Wael, allora attivi a Genova, cui commissiona numerose opere, anche in occasione dei loro soggiorni monegaschi del novembre 1629 (de Wael) e del febbraio-marzo 1630 (Roos). Dalle lettere emerge anche l’apprezzamento del principe per due dei pittori più importanti in quegli anni a Genova, Domenico Fiasella e Luciano Borzone, che lavorarono per lui ripetutamente. Il suo orizzonte spazia ben oltre la Liguria, su Milano, Roma, Napoli, Firenze, le Fiandre e la Spagna. A Madrid commissiona i ritratti dei reali spagnoli; da Roma gli giunge il ritratto del cardinal Teodoro Trivulzio, suo cognato, e diversi quadri del napoletano Domenico Viola, allora attivo nell’ambiente dei Bamboccianti. Dalle sue parole si delinea un gusto ben definito, espresso in giudizi netti sulla qualità delle opere, e in richieste precise rivolte ai pittori, su soggetti, materiali, formati.