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Numero 40 - 2016

Riassunto

Quel numero è ampiamento dedicato alla cultura. Durante il periodo moderno, certi pricipi di Monaco sono dei collezionisti saggi, in particolare per i quadri e i libri. Certe opere firmate da Rembrandt sono studiato tramite la collezione del principe Giacomo I ; peraltro, la biblioteca del palazzo, sparsa durante il periodo della Rivoluzione francese è mentalmente “risorta”. Un’articolo evoca la relazione della principessa Alice con lo scrittore Pierre Loti, ed un altro tratta dell’aspetto culturale delle ossequie del principe Ononrato II. Finalmente, altri temi sono analizzati : una guerra di Carlo Grimaldi al servizio degli Angiò alla fine del medioevo ; i diversi modi di esprimersi nei giornali al tempo della secessione di Mentone e Roccabruna (metà XIX). Poi, il “Documento dell’anno” riferisce al 150° anniversario della creazione di Monte Carlo.

Tutti i testi sono in francese.

Dettaglio
POTERE E GENTE DI GUERRA DELLA FINE DEL MEDIOEVO. CARLO GRIMALDI AL SERVIZIO DEGLI ANGIÒ E DEI RE DI FRANCIA

Articolo della Numero 40 - 2016 - POTERE E GENTE DI GUERRA DELLA FINE DEL MEDIOEVO. CARLO GRIMALDI AL SERVIZIO DEGLI ANGIÒ E DEI RE DI FRANCIA

Fino alla prima metà del secolo XIV, i principi territoriali e i re, per condurre le loro guerre in maniera più sicura, fecero ampiamente ricorso a obblighi militari, tra cui quello di rivolgersi alla classe cavalleresca. Ma verso la fine del Medioevo, la partecipazione dei guerrieri e il loro reclutamento venne sempre più ottenuto con un compenso in denaro, con garanzie di pagamenti e con premi in natura. Tale fù anche il caso di Carlo Grimaldi che, per anni, servì la monarchia francese e la dinastia angioina, un impegno che gli ha permesso di stabilire e rinforzare la sua reputazione politica e la sua forza finanziaria.

Testo in francese

POUVOIR ET GENS DE GUERRE À LA FIN DU MOYEN ÂGE. CHARLES GRIMALDI AU SERVICE DES ANJOU ET DES ROIS DE FRANCE - 2016

Inès IGIER-PASSET
Sommario

Jusque dans la première moitié du XIVe siècle, les rois et princes territoriaux, pour mener leurs guerres de la façon la plus sûre, recoururent encore largement aux obligations militaires, se tournant notamment vers la classe chevaleresque. Mais en cette fin de Moyen Âge, la participation des guerriers ainsi recrutés fut de plus en plus obtenue moyennant contrepartie pécuniaire, versements de gages et récompenses en nature. Tel fut le cas de Charles Grimaldi qui, durant de longues années, servit la monarchie française et la dynastie angevine, engagement qui lui permit d’asseoir sa notoriété politique et sa puissance financière.

SPLENDORI E GRANDEZZA DEL PRINCIPE. IL FUNERALE DI ONORATO II DI MONACO DAL RAPPORTO DEL CAPPELLANO DON FRANCESCO BOTTINO (1662)

Articolo della Numero 40 - 2016 - SPLENDORI E GRANDEZZA DEL PRINCIPE. IL FUNERALE DI ONORATO II DI MONACO DAL RAPPORTO DEL CAPPELLANO DON FRANCESCO BOTTINO (1662)

Primo Grimaldi a portare il titolo di principe, Onorato II (1597-1662), impone una vera monarchia assoluta, su ispirazione di quella francese con la quale si alleò per il trattato di Péronne (1641), al fine di bloccare il protettorato spagnolo.

In un rapporto stampato, il cappellano Don Francesco Bottino fa un resoconto dettagliato del funerale del principe, che lui stesso ha organizzato e presieduto, da quando ha consegnato l'orazione funebre il 4 novembre 1662, giorno dei funerali solenni, dieci mesi dopo la morte del principe il 10 gennaio, l'esposizione del corpo nel palazzo e la sepoltura avvenuta il 12 gennaio nella capella della chiesa di San Sebastiano all'interno della chiesa si San Nicolò.

La cerimonia funebre avvenuta nel mese di novembre, di grande tradizione barocca ereditata dalla magnificienza del funerale italiano dell'epoca, ha dunque un duplice obiettivo: glorificare il defunto per le sue azioni, le sue virtù, la sua fede cristiana, ma soprattutto intronizzare Luigi come suo successore. Questo teatro funerario serve come coronamento per l'erede come dimostra la decorazione ricca di effimere sculture, statue, monete e allegorie, tutto è ostentato per illustrare la genealogia principesca. La facciata, la navata, il coro sono completamente ricoperte da drappi e epitaffi per illustrare le origini e il potere del diritto divino dei re. Infine, il cenotafo, sulla sommità del catafalco, ha lo scopo di fare un grande omaggio al defunto, elevandolo a Dio e ricordando altresì tutta la gloria della dinastia.

Testo in francese

FASTES ET GRANDEUR DU PRINCE. LES FUNÉRAILLES D’HONORÉ II DE MONACO D’APRÈS LA RELATION DE DON FRANCESCO BOTTINO (1662) - 2016

Michelle NOERO
Sommario

aPremier Grimaldi à porter le titre de prince de Monaco, Honoré II (1597-1662) met en place un véritable système monarchique, à l’image notamment de la royauté française, avec laquelle il s’est allié en 1641 pour se dégager du protectorat espagnol. Dans une relation imprimée, le chapelain Don Francesco Bottino fait le récit détaillé des obsèques du prince, qu’il a lui-même organisées et présidées, puisqu’il a prononcé l’oraison funèbre le 4 novembre 1662, jour du grand service funèbre solennel ; dix mois après le décès du prince le 10 janvier, l’exposition de sa dépouille dans le palais et son inhumation le 12 janvier dans la chapelle Saint-Sébastien de l’église Saint-Nicolas. La cérémonie funèbre du mois de novembre, dans la grande tradition baroque héritée de la magnificence des funérailles italiennes, répond à un double objectif : glorifier le défunt pour ses actions, ses vertus, sa foi chrétienne, mais surtout introniser Louis, son successeur. Le théâtre funèbre sert de sacre pour l’héritier : la décoration avec accumulation de sculptures éphémères, statues, devises, allégories, doit être fastueuse pour illustrer la généalogie princière. La façade, les nefs, le chœur sont recouverts totalement de draperies et d’épitaphes pour illustrer les origines et la puissance de cette monarchie de droit divin. Le cénotaphe, au sommet du catafalque, rend un hommage grandiose au défunt, en l’élevant vers Dieu, et rappelle à tous la gloire de la dynastie.

I QUADRI DI REMBRANDT NELLA COLLEZIONE DI GIACOMO I DI MONACO, DUCA DI VALENTINESE

Articolo della Numero 40 - 2016 - I QUADRI DI REMBRANDT NELLA COLLEZIONE DI GIACOMO I DI MONACO, DUCA DI VALENTINESE

Jacques-François-Léonor de Matignon (1689-1751), al trono come Jacques I, "pièce rapportée dans la dynastie Grimaldi", è stato senz'altro uno dei più importanti collezionisti e amatori d'arte del Principato. Personaggio complesso ed eclettico, intrattiene rapporti con alcuni dei grandi interpreti culturali e artistici del momento dal finanziere e collezionista Pierre Crozat, al pittore Pierre Gobert, al restauratore François-Louis Colins. Oltre a creare lui stesso una grande collezione, sposta parte delle raccolte monegasche tra le sue case di Passy, Torigni e soprattutto nella magnifica residenza parigina dell'Hotel de Matignon. Supera il gusto semplicemente italianizzante dei suoi predecessori dimostrando un'apertura europea e una vera e propria passione per Rembrandt Harmensz Van Rijn, principe dei pittori olandesi del secolo d'oro. Sono circa una ventina i suoi dipinti di aerea Rembrandtiana reperiti negli inventari e documenti degli Archives, tra originali e copie. Tra i quadri autentici della sua collezione sono stati rintracciati e si possono attualmente ammirare lo splendido Autoportrait e lo charmant Portrait de gentilhomme avec les gants, al Metropolitan Museum di New York. Suscita qualche dubbio della Critica il pur bellissimo Portrait d’homme avec un chapeau à larges bords, conservato al Kawamura Memorial DIC Museum of Art. Tra i quadri di ambito, troviamo invece la mystérieuse Juive, e l'Amiral Cornelis Tromp del Louvre.

Testo in francese

REMBRANDT DANS LA COLLECTION DE TABLEAUX DE JACQUES Ier DE MONACO, DUC DE VALENTINOIS - 2016

Francesca BOTTACIN
Sommario

Jacques-François-Léonor de Matignon (1689-1751), qui régna sous le nom de Jacques Ier, « pièce rapportée dans la dynastie Grimaldi », est à l’origine d’une grande collection d’art ; il déplaça également une partie de celle du palais princier vers ses maisons de Passy, Torigni et, surtout, dans sa magnifique résidence parisienne de l’Hôtel de Matignon. Il dépassa aussi le goût uniquement italianisant de ses prédécesseurs, démontrant par là- même une ouverture d’esprit nettement plus européenne et une vraie passion pour Rembrandt Harmensz Van Rijn, le prince des peintres hollandais du Siècle d’Or. En effet, près d’une vingtaine d’œuvres (originales et copies) peintes par lui ou ses disciples, ont été repérées dans les inventaires et documents des archives du palais princier. Le but de cet article est de présenter son splendide Autoportrait, le charmant Portrait de gentilhomme avec les gants, le Portrait d’homme avec un chapeau à larges bords, l’énigmatique Juive et l’Amiral Cornelis Tromp, et de s’apercevoir que si chacun suscite une grande émotion, d’aucuns sont toujours nimbés de  mystères.

LA BIBLIOTECA SCOMPARSA DEL PALAZZO DI MONACO DAL RINASCIMENTO ALLA RESTAURAZIONE

Articolo della Numero 40 - 2016 - LA BIBLIOTECA SCOMPARSA DEL PALAZZO DI MONACO DAL RINASCIMENTO ALLA RESTAURAZIONE

Gli archivi, e in modo più specifico gli inventari post mortem, ci dicono che l'antica biblioteca del Palazzo di Monaco esisteva sin dal Rinascimento, e che le sue collezioni sono state arricchite nel corso dei secoli, prima di sparire completamente a causa delle confische avvenute durante la Rivoluzione francese. Dall'analisi delle sue collezioni possiamo capire meglio il rapporto tra queste e i signori, poi principi di Monaco e la loro corte, e che la loro importanza, in quantità e qualità, faceva si che la biblioteca del palazzo di Monaco fosse allo stesso livello delle altre biblioteche francesi.

Testo in francese

 

LA BIBLIOTHÈQUE DISPARUE DU PALAIS DE MONACO DE LA RENAISSANCE À LA RESTAURATION - 2016

Yves GIRAUDON
Sommario

Les archives, et particulièrement les inventaires post mortem, nous apprennent que l’ancienne bibliothèque du palais de Monaco existait au moins depuis la Renaissance, et qu’elle s’est enrichie durant toutes les grandes périodes de l’histoire, avant de disparaître complètement sous l’effet des confiscations révolutionnaires. L’examen de ses collections permet de mieux connaître le rapport que les seigneurs et princes de Monaco, ainsi que leur entourage, pouvaient entretenir avec elle. Il confirme aussi leur importance, en quantité et en qualité, qui faisait de la bibliothèque du palais de Monaco au moins l’égal de ses homologues, notamment  françaises.

LA "PRIMAVERA DEI POPOLI" A MENTONE, ATTRAVERSO L'ÉCHO DES ALPES-MARITIMES: GUERRA DI PAROLE E CONFRONTO DI OPONIONI

Articolo della Numero 40 - 2016 - LA "PRIMAVERA DEI POPOLI" A MENTONE, ATTRAVERSO L'ÉCHO DES ALPES-MARITIMES: GUERRA DI PAROLE E CONFRONTO DI OPONIONI

Col favore della "primavera dei popoli" in Italia, Mentone, principale città del principato di Monaco, si ribella contro il principe. Gli insorti chiedono le stesse riforme di quelle proclamate da Carlo-Alberto I nel reame di Sardegna vicino, che circonda il territorio monegasco. Tuttavia, vedendo le esitazioni di Florestan I a concretizzare un nuovo sistema di governo, che avrebbe permesso a Mentone di avere un ruolo simile dal punto di vista politico, come lo ha già sul piano demografico ed economico, allora gli insorti di Mentone decidono di fare secessione. Il procedimento è dichiarato illegitimo dal principe e dai suoi partigiani e la lotta politica continua tramite articoli nel giornale della provincia vicina, L'Écho des Alpes Maritimes, fondato a gennaio del 1848 da una decina di liberali nizzardi con alla loro guida Auguste Carlone, noto banchiere di Nizza. Lo studio si concentra sul modo in cui questi neo-pubblicisti riescono ad avviare un dibattito pubblico inedito sul futuro del principato di Monaco, avviato da abbonati di Mentone et di Monaco che cambiano idee tramite il giornale senza vedersi et conoscersi. Ciò permise ai redattori nizzardi di prendere abilmente posizione in favore dei separatisti.

Testo in francese

LE « PRINTEMPS DES PEUPLES » MENTONNAIS À TRAVERS L’ÉCHO DES ALPES MARITIMES : GUERRES DE PLUMES ET CONFRONTATIONS D’OPINIONS - 2016

Julien CONTES
Sommario

À la faveur du « printemps des peuples » italien, la ville de Menton, principale cité de la principauté de Monaco, se révolte contre le prince. Les insurgés réclament les mêmes réformes que celles proclamées par Charles-Albert Ier dans le royaume de Sardaigne voisin qui enserre le territoire monégasque. Cependant, constatant les hésitations de Florestan Ier à concrétiser un nouveau système de gouvernement, qui permettrait à Menton d’avoir un rôle similaire sur le plan politique à celui qu’elle joue sur les plans démographiques et économiques, les insurgés mentonnais décident de faire sécession. Le processus est jugé illégitime par le prince et ses partisans et la lutte politique se poursuit à travers une guerre de plumes qui prend corps dans le journal de la province voisine, L’Écho des Alpes Maritimes, organe fondé en janvier 1848 par une dizaine de libéraux niçois guidés par Auguste Carlone, banquier réputé de Nice. L’étude se concentre sur la manière dont ces néo-publicistes réussissent à mettre en œuvre un débat public inédit sur l’avenir de la principauté de Monaco, mené par des abonnés mentonnais et monégasques débattant dans ses colonnes sans se voir ni se connaître, qui permet aux rédacteurs niçois de prendre habilement position en faveur des sécessionnistes.

"FRÈRES D’ÂME". PIERRE LOTI E LA PRINCIPESSA ALICE DE MONACO

Articolo della Numero 40 - 2016 - "FRÈRES D’ÂME". PIERRE LOTI E LA PRINCIPESSA ALICE DE MONACO

Purtroppo, il nome di Pierre Loti è associato esclusivamente con l'esotismo letterario ; Nello stesso modo, la gente lo caricatura in nomado perpetuo, e ne viene a credere anche che la sua donna ideale è una delle sue eroine sensuali. Nel areopago di donne affascinante, coltivate e di nascita privilegiata, che accompagna la propria vita, figura la duchessa Alice del Richelieu, diventata poi principessa di Monaco (1857-1925). Dal 1884 alla morte del accademico nel 1923, esiste una poca nota ma molto forte relazione, "fratelli d’anima che siamo" afferma Loti nel 1894. E lei rispose: "Tu sei una specie di culto per me "...

 Testo in francese

« FRÈRES D’ÂME ». PIERRE LOTI ET LA PRINCESSE ALICE DE MONACO - 2016

Alain QUELLA-VILLEGER
Sommario

Le nom de Pierre Loti est trop exclusivement associé à l’exotisme littéraire ; on a fini par le caricaturer en perpétuel nomade, par croire aussi que son idéal féminin se résumait à ses héroïnes sensuelles. Dans l’aréopage des femmes séduisantes, cultivées et de naissance privilégiée qui accompagnent sa vie fantasque figure la duchesse Alice de Richelieu, devenue princesse de Monaco (1857-1925). De 1884 à la mort de l’académicien, en 1923, se révèle une relation méconnue mais très forte : « frères d’âme que nous sommes », revendique Loti en 1894. Et elle lui répond : « Vous êtes une sorte de culte pour moi  »…

BERTON (1846-1909) VS BERTHON (1872-1934). DUE ARTISTI OMONIMI LEGATI A MONACO

Articolo della Numero 40 - 2016 - BERTON (1846-1909) VS BERTHON (1872-1934). DUE ARTISTI OMONIMI LEGATI A MONACO

Una confusione incredibile  e ingiustificabile ha causato, diversi decenni fà, una specie di "amalgama" di due artisti francesi, che hanno avuto qualche connessione con il Principato di Monaco. Paul Émile Berton, nato a Chartrettes nel 1846 e morto a Parigi nel 1909, presentò paesaggi al Salone Internazionale delle belle Arti di Monte Carlo ogni anno, dal 1894 al 1903. Paul Louis Joseph Berthon, nato a Villefranche-sur-Saône nel 1872 e morto a Sceaux nel 1934, realizzò due manifesti di libreria per il libro del principe Alberto I, La Carrière d’un navigateur. Su richiesta della principessa Alice, eseguì illustrazioni per i programmi d'opera presentati nel 1900 al Teatro di Monte Carlo.

Testo in francese

BERTON (1846-1909) VS BERTHON (1872-1934). DEUX ARTISTES HOMONYMES LIÉS À MONACO - 2016

Jacqueline CARPINE-LANCRE
Sommario

Une invraisemblable et inexcusable confusion a provoqué, il y a plusieurs décennies, l’« amalgame » de deux artistes français presque homonymes, qui ont eu quelques rapports avec la Principauté de Monaco. Paul Émile Berton, né à Chartrettes en 1846 et mort à Paris en 1909, a présenté chaque année des paysages à l’Exposition internationale des beaux-arts de Monte-Carlo, de 1894 à 1903. Paul Louis Joseph Berthon, né à Villefranche-sur- Saône en 1872 et mort à Sceaux en 1934, a réalisé deux affiches de librairie pour le livre du prince Albert Ier, La Carrière d’un navigateur. À la demande de la princesse Alice, il a exécuté des illustrations pour les programmes d’opéras présentés en 1900 au Théâtre de Monte-Carlo.

DOCUMENT DE L’ANNÉE. INVENTION D’UN NOM, FONDATION D’UNE VILLE. MONTE-CARLO, 1<sup>er</sup> JUIN 1866

Articolo della Numero 40 - 2016 - DOCUMENT DE L’ANNÉE. INVENTION D’UN NOM, FONDATION D’UNE VILLE. MONTE-CARLO, 1er JUIN 1866

Dietro il nome ormai universalmente noto, che mantiene la memoria di Carlo III, il principe costruttore e fondatore del Principato moderno, si nasconde un'origine. La paternità è plurima, condivisa tra François Blanc, il "mago" di Monaco, il principale azionista della Société des Bains de mer, il sovrano e il suo governatore generale Édouard Imberty. E stato poi necessario far dimenticare un toponimo locale la cui etimologia avrebbe potuto suscitare attacchi contro il casinò.

Testo in francese

DOCUMENT DE L’ANNÉE. INVENTION D’UN NOM, FONDATION D’UNE VILLE. MONTE-CARLO, 1er JUIN 1866 - 2016

Thomas FOUILLERON
Sommario
CRONACA BIBLIOGRAFICA

Articolo della Numero 40 - 2016 - CRONACA BIBLIOGRAFICA

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CHRONIQUE BIBLIOGRAPHIQUE - 2016

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